Frequently Asked Questions
Domanda: Qual è l’obiettivo di un programma di outplacement, e la sua durata?
Risposta:
I programmi di outplacement erogati da DBM hanno come unico obiettivo la ricollocazione del candidato. Non si tratta di assessment, formazione, orientamento a sé stanti ; tutte queste attività vengono svolte con un unico scopo : trovare una nuova collocazione nel mondo del lavoro.
Per questa ragione i programmi che proponiamo hanno una durata fino alla ricollocazione (con una durata massima che si rende necessaria perché l’intervento non sia illimitato nel tempo, ma che non limita in alcun modo le possibilità di ricollocazione del candidato). In aggiunta a ciò, garantiamo la ripresa dell’assistenza : in caso di esito negativo del periodo di prova, in caso di mancato passaggio al tempo indeterminato da un iniziale incarico a tempo determinato , in caso di ripensamento dopo l’inizio di un’attività autonoma.
In sintesi il nostro intervento termina quando si è ricostituita una situazione lavorativa simile a quella di partenza e senza limiti predeterminati.
Domanda: Quali sono le fasi principali di un programma di outplacement?
Risposta:
Innanzitutto il candidato viene “preso in consegna” da un consulente responsabile del suo progetto di ricollocazione che rimarrà il suo riferimento nella nostra organizzazione fino alla ricollocazione. Questo consulente è affiancato da un consulente junior che aiuta il candidato nelle fasi più operative della ricerca e da uno psicologo del lavoro che interviene qualora si renda necessario un supporto specifico per superare momenti di ansia o di disagio che il candidato può vivere durante la transizione di carriera. E’ fondamentale che il candidato si confronti con il mercato al meglio delle sue possibilità e che eventuali difficoltà siano corrette tra noi.
Le fasi di un programma di outplacement sono : il bilancio professionale (o assessment, necessario per capire chi è e cosa sa fare) – l’orientamento sulla prosecuzione di carriera (derivante dalla combinazione tra il bilancio professionale, gli obiettivi professionali del candidato, le limitazioni geografiche dello stesso, la nostra conoscenza del mercato e dei settori) – la “caccia” (basata su tre pilastri : ciò che è visibile = annunci quotidiani/internet, società di selezione ed head hunting ; ciò che fa parte di network “privilegiati = il nostro network, quello del candidato, convegni – incontri nel settore d’interesse ; il contatto con il mercato target = autocandidature, telemarketing)
Domanda: Qual è la % di persone che si ricolloca?
Risposta:
Come abbiamo visto in precedenza, la maggior parte dei nostri programmi è proposta con una durata che consente di raggiungere l’obiettivo della ricollocazione. Di conseguenza la percentuale di candidati che si ricollocano è quasi del 100%. Più interessante è in quanto tempo i candidati si ricollocano. Su oltre 1.100 candidati ricollocati con programmi individuali nel corso del 2005, il tempo medio di ricollocazione è stato di 4,4 mesi. L’età media dei candidati è stata di 42 anni.
Domanda: E’ possibile acquistare un programma di outplacement da privato?
Risposta:
No, è necessario il mandato di un’azienda o di un altro ente autorizzato dalla vigente normativa. Il decreto legislativo n. 276 del 10.09.2003 recita all’articolo 11, paragrafo 1 : “è fatto divieto ai soggetti autorizzati o accreditati di esigere o comunque di percepire direttamente o indirettamente compensi dal lavoratore”.
Domanda: In termini di mansione e fascia retributiva come ci si ricolloca ?
Risposta:
Per quanto concerne la mansione, ci si ricolloca coerentemente a quella che era la precedente posizione professionale. Il timore del demansionamento non è realistico in quanto nessuno assumerebbe una persona per farle fare molto meno di quanto sappia fare (vorrebbe dire avere un collaboratore demotivato, che andrà via appena possibile, quando sul mercato ci sono molte altre persone che sanno fare quanto è richiesto e non di più). Magari, quello che è necessario per ricollocarsi più rapidamente è un po’ di flessibilità nell’accettare la sfida di forme di collaborazione meno strutturate dell’assunzione a tempo indeterminato, soprattutto quando si è superata la fascia d’età dei 45 anni.
Per quanto concerne l’entità della retribuzione: 40% delle persone si ricollocano nella stessa fascia , 35 % si ricollocano con una retribuzione inferiore e 25% con una superiore. Si tratta,in generale, di una conseguenza del settore di provenienza; se si proviene da un settore che paga meglio della media del mercato sarà probabilmente necessario attendersi una riduzione del compenso al livello medio del mercato.
Domanda: Quale garanzia può dare DBM riguardo alla ricollocazione di una persona?
Risposta:
DBM non può dare garanzie formali di ricollocazione in quanto non può impegnarsi per le Aziende che compongono il mercato del lavoro. La garanzia che può dare DBM è in un metodo che ha portato alla ricollocazione varie migliaia di persone nel corso degli ultimi dieci anni, 1.100 nel corso del 2005. La percentuale di ricollocazione prossima al 100% dimostra che , con un impegno adeguato, l’obiettivo di trovare un nuovo lavoro di soddisfazione è raggiungibile.
Domanda: Quanto tempo si deve dedicare al programma di outplacement?
Risposta:
Trovarsi un lavoro è un lavoro a tempo pieno. Ciò non vuol dire che tutto il giorno tutti i giorni si deve lavorare sul proprio progetto, ma che questo deve essere prioritario in termini di energie dedicate e di attenzione.
In linea di massima gli incontri con il consulente sono più frequenti nella prima parte del programma (le prime quattro settimane) per poi adattarsi allo stadio di sviluppo : più frequenti in prossimità di colloqui di selezione, meno frequenti nelle fasi in cui si attendono risposte dal mercato.